Il Bite

biteBite: a cosa serve?

Svegliarsi la mattina con mal di testa, dolore alle mandibole, sensazione di stanchezza è un fenomeno molto comune e, per questo, sottovalutato da chi ne soffre, adducendone le cause allo stress. Diversi studi medici hanno calcolato che almeno una persona su dieci soffre di questi disturbi che, molte volte, sono trascurati. In realtà essi possono essere tutti sintomi di una cattiva abitudine notturna di cui il soggetto non è consapevole: digrignare i denti.

Bruxismo: definizione

Il bruxismo, ossia il digrignare i denti, specialmente di notte mentre si dorme, può creare seri danni a vari livelli. Si è scoperto, infatti, che esiste uno stretto legame tra l’apparato masticatorio e il sistema posturale: un mal posizionamento dei denti o il digrignamento potrebbero provocare, oltre al consumo dello smalto dentale, una aumentata sensibilità dei denti e la loro precoce usura (proprio a causa del digrignamento); dolori in tutto l’apparato muscolo-scheletrico e disturbi della postura. Inoltre, la contrazione dei muscoli mandibolari può provocare dolori alla cervicale, alla zona dorsale della schiena (rachide) e al trigemino.

Bite: di cosa si tratta?

Un moderno rimedio a tale diffuso problema è il bite. Esso è una placca occlusale in resina acrilica che ha la funzione di risolvere i problemi dell’apparato masticatorio legati al digrignamento dei denti, alla malocclusione dentale, al russamento e alla dislocazione mandibolare. Ha la forma di una mascherina e deve essere posto fra le due arcate dentali per un periodo di tempo che varia in base alle patologie riscontrate dal dentista specializzato in gnatologia.  È un apparecchio pratico da usare, lavabile in acqua fredda con un semplice spazzolino da denti e del dentifricio e si conserva in un’apposita custodia. Di queste ‘mascherine per denti’ sono disponibili diverse tipologie, classificabili in morbidi o duri e sono di tre categorie:

  • Personalizzati: realizzati su misura dal dentista, dopo aver preso l’impronta e aver diagnosticato il problema.
  • Automodellanti: mascherine termoplastiche in resina che si adattano alla propria impronta dentale.
  • Preformati: placche in resina con una conformazione standard.

Bite: tipologie

Si distinguono, inoltre, in due tipologie: superiore notturno, detto di stabilizzazione e inferiore diurno, detto di riposizionamento. Si adoperano sia nei casi più gravi di blocco articolare sia in quelli più frequenti di bruxismo. Quelli personalizzati, pur avendo un costo maggiore, sono consigliati poiché sono costruiti su indicazione del dentista che si baserà sulle caratteristiche dell’arcata dentaria e sui disturbi del singolo paziente. I bite automodellanti, invece, sono realizzati con un materiale che diventa morbido e modellabile quando viene riscaldato e mantiene la sua forma una volta raffreddato. Non è necessario l’uso di apparecchiature specifiche: infatti è sufficiente immergere il bite in acqua calda per pochi secondi, eliminare l’acqua calda in eccesso per evitare ustioni accidentali, mordere il bite per qualche secondo e poi farlo indurire utilizzando acqua fredda.

La diffusione tra la popolazione del digrignamento dei denti porta molte persone ad effettuare un’autodiagnosi, ma è importante che sia uno specialista, il dentista gnatologo, ad individuare la vera causa del problema, poiché questo movimento involontario può essere dovuto a problemi diversi e solo l’esperienza dello specialista può consigliare la soluzione più adatta.

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