Gengivoplastica

Gengivoplastica

Gengivoplastica: definizione

Tra le moderne tecniche odontoiatriche, c’è anche la ricostruzione ed il rimodellamento del tessuto gengivale danneggiato, ossia la gengivoplastica.

Tale intervento spesso è associato alla gengivectomia, ossia l’asportazione di una parte del tessuto in eccesso o danneggiato. Lo scopo della gengivoplastica non è solo estetico: esso serve per curare le infiammazioni del cavo orale (parodontiti) che a lungo andare danneggiano il tessuto vicino al dente. Con questa operazione si elimina sia la ‘tasca’ gengivale sia la parte di gengiva malata, si ricostruisce la zona vicino al colletto del dente, eliminando così ogni fonte di infiammazione e instabilità del dente. La tasca gengivale è prodotta da un aumento del solco gengivale, il quale rappresenta uno spazio stretto e poco profondo ai lati del dente, tra la superficie dentale e l’epitelio della gengiva. Questo spazio, in condizioni di salute, misura tra i due ed i tre millimetri. Quando vi sono paradontopatie in atto, esso può superare i quattro millimetri. le cui cause sono da attribuirsi principalmente all’accumulo di placca batterica che può arrivare a determinare la distruzione del tessuto vicino al dente, che si ritira, lasciando esposta la zona radicolare.

Qualche giorno prima del vero e proprio intervento di gengivoplastica il paziente viene sottoposto ad una seduta di pulizia professionale per eliminare totalmente tartaro e placca. Dopo l’operazione, che si esegue in anestesia locale, il paziente dovrà modificare, per un determinato periodo di tempo, sia la sua alimentazione, preferendo cibi teneri ed evitare cibi troppo caldi o troppo freddi, sia la quotidiana pulizia domiciliare. Sarà il dentista a spiegare dettagliatamente come lavare la cavità orale, azione importante per la buona riuscita dell’intervento ed evitare,in questo modo, irritazioni delle gengive operate causate da un inopportuno spazzolamento.

I tempi di guarigione variano in media dai tre ai sei mesi, in base all’entità dell’intervento.

Oltre alla chirurgia tradizionale con il bisturi, si può anche usare il laser che diminuisce notevolmente i fastidi per il paziente ed accelera i tempi di guarigione. Il raggio sterilizza la zona-bersaglio e allo stesso tempo coagula i vasi sanguigni riducendo di conseguenza il rischio di infezione e il sanguinamento. Inoltre, grazie alla sua capacità battericida, riduce anche il rischio di infezioni e recidive, evitando i disagi post operatori quali gonfiori ed infiammazioni.

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