Parodontite: vantaggi dell’uso del laser odontoiatrico

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Parodontite: non una condanna ma un motivo per agire

Un sorriso sano e’ spesso associato ad una fila di denti bianchi perfetti e scintillanti, tuttavia fra tutti quelli che sognano un “sorriso hollywoodiano”, pochi pensano che nessuna delle nuovissime tecnologie li aiutera’ ad ottenere dei denti sani e lisci se questi non sono sostenuti ed avvolti da gengive sane e robuste.
Secondo alcune ricerche scientifiche, oltre la soglia dei 35 anni la paradontite viene diagnosticata nell’80-100% dei casi. La malattia viene causata da microbi patogeni che attaccano i denti e le gengive. Sotto il loro effetto insolrge l’infiammazione che causa il distacco del tessuto gengivale dal dente e di conseguenza porta alla formazione delle tasche gengivali. A casa non e’ possibile ottenere una pulizia approfondita, pertanto i microbi continuano a proliferare e moltiplicarsi, aggravando la gengivite e contribuendo all’avanzamento della malattia.

Parodontite: come si sviluppa?

La malattia si sviluppa lentamente e nella fase iniziale in assenza di sintomi e sensazioni dolorose. Le gengive tendono ad arrossare, in modo spesso impercettibile per il paziente. Nella fase successiva le gengive diventano sensibili al tatto ed iniziano i primi sanguinamenti, soprattutto quando ci si lavano i denti. I sintomi appena descritti si manifestano gradualmete per cui spesso passa molto tempo dall’inizio della malattia al momento in cui ilpaziente si rende conto di avere un problema alle gengive. Conseguentemente spesso si oltrepassa il momento iniziale piu’ favorevole per curare le parodontopatie. Se non si interviene per tempo, infatti, si formano tasche gengivali alla radice del dente, dove si riproducono meglio i gia’ menzionati batteri patogeni, l’infezione diventa cronica ed i tessuti molli e quelli ossei subiscono un processo di distruzione.

È proprio per l’assottigliamento dell’osso che si evidenzia un visibile allungamento della corona dentale, si denuda la radice e le gengive tendono parimenti ad assottigliarsi. Frequente diventa anche la formazione di tasche fra i denti e le gengive, accompagnata da cattivo sapore ed alitosi. Una parodontite trascurata porta come conseguenza la totale caduta degli elementi dentali sani.

Un’altra caratteristica della parodontite è che rimendi fai da te come i gargarismi o l’uso di dentifrici costosi non portano i risultati sperati. La cura delle gengive deve iniziare il prima possibile ed essere effettuata da un professionista.

Approccio contemporaneo alla cura

Da tempo le malattie gengivali si combattono con l’aiuto del laser, che consente di raggiungere risultati migliori rispetto ai metodi classici conservativi e chirurgici. I benefici del laser sono palesi: già dopo la prima seduta, di regola, svaniscono le sensazioni dolorose, il sanguinamento, l’arrossamento e la congestione delle gengive. La conseguente accelereazione del metabolismo in seguito al trattamento laser favorirà localmente la cicatrizzazione della gengiva e la chiusura delle tasche parodontali.
Dopo il trattamento con il laser, sulla gengiva si forma una particolare retina fotocoagulativa, detta anche fascia biologica. Tale “fascia” protegge il tessuto dalla ripetuta aggressione dei batteri patogeni e favorisce una rapida chiusura delle tasche e delle lesioni. Le probabilità che il paziente debba nuovamente ricorrere al medico dopo il trattamento con il laser, si riducono al minimo.
Il maggior vantaggio del laser come metodo terapeutico consiste nell’assenza di qualsiasi tipo di controindicazioni ed effetti collaterali ed è consigliato per la cura dei bambini, donne in gravidanza e le persone che soffrono di allergie.
Il trattamento gengivale con laser richiede in tutto circa 20-30 minuti, non è necessaria alcuna anestesia, è indolore e non ci sono limitazioni nell’assunzione di alimenti dopo il trattamento.

Prevenzione delle malattie gengivali

Oltre ad un’accurata igiene orale ed alle normali sedute semestrali con l’igienista, come ulteriore misura preventiva il trattamento regolare delle gengive con il laser una o due volte l’anno, rappresenta il metodo migliore per eliminare i batteri patogeni e, nel caso, asportare la parte della gengiva lesa dalla malattia. Non si arreca infatti alcun danno al tessuto gengivale sano ed al dente stesso e si stimola il risanamento del tessuto osseo. Bisogna però ricordare che il laser non può curare tutti gli stadi delle malattie gengivali. In caso di parodontite o paradontosi in fase molto avanzata il trattamento con il laser può migliorare notevolmente le condizioni delle gengive, ma non può risolvere il problema completamente.

Esistono cure alternative per la parodontite?

Spesso i medici che non hanno la possibilità di utilizzare il laser, ricorrono alla pulizia e rimozione chirurgica delle tasche gengivali e ad altri metodi invasivi che implicano anestesia, suture e lunghi tempi di recupero. Alcuni propongono di ricoprire i denti con corone dentali anche in presenza di tasche gengivali abbastanza profonde. Un sorriso acquisito con questa tecnica potrebbe purtroppo non essere sfoggiato a lungo: in primo luogo, le corone non risolvono il problema dell’infiammazione gengivale provocata dall’infezione batterica; in secondo luogo, in presenza di parodontite già manifesta, il processo di riassorbimento del tessuto osseo continua e non si arresta. Inoltre, prima di ricoprire gli elementi dentali naturali con corone, questi vengono devitalizzati. Questa soluzione ha vita breve (max. cinque anni) in quanto la parodontopatia non curata provocherà la caduta delle corone assieme ai denti stessi.

Il laser e l’odontoiatria

L’odontoiatria moderna prevede due tipi di laser: il laser ad erbium ed il laser a diodo. Quest’ultimo si usa con successo nel curare le gengive e le membrane mucose, insostituibile nella chirurgia dei tessuti molli. Si utilizza anche per la cura di: ulcerazioni, herpes, fessure croniche delle labbra, asportazione granulomi, neoformazioni dentali, cura della perimplantite, rimozione di tessuti gengivali superflui, sterilizzazione dei canali dentali, sbiancamento dei denti e molto altro.
Il laser ad erbium, invece, consente di curare le carie ad alta precisione, rimuovendo solo la parte lesa del tessuto dentale senza danneggiare né la dentina né lo smalto dentale e senza formare microfessure. Oltre a curare carie di tutti i tipi aiuta a combattere l’ipersensibilità dentale.
Entrambi i laser sopradescritti possono essere utilizzati senza anestesia.

Vantaggi dei trattamenti al laser in odontoiatria

Qui di seguito si riassumono i principali benefici dell’utilizzo del laser in odontoiatria:

  • Assenza quasi totale di dolore grazie all’azione minimale della luce sulle terminazioni nervose. Come conseguenza il non utilizzo o utilizzo minimo di anestesia.
  • Assenza di controindicazioni o effetti collaterali
  • Assenza quasi totale di sanguinamento: l’utilizzo del raggio laser nelle operazioni chirurgiche provoca l’immediata cauterizzazione dei vasi sanguigni arrestando il sanguinamento, azione molto importante a vantaggio dei pazienti che soffrono di emofilia e di patologie legate alla scarsa coagulazione del sangue.
  • Rimarginazione delle ferite più confortevole: la chirurgia laser non prevede suture; il raggio laser inoltre, esclude la formazione di grosse cicatrici.
  • Assenza di sensazioni sgradevoli durante il trattamento: il laser non emette suoni ed è un vantaggio in più soprattutto nella cura di pazienti odontofobici e nella pedodonzia.

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