Sbiancamento dentale

6542018221_665f2676b4_b_teeth-whiteningSbiancamento dentale: cos’è?

Lo sbiancamento dentale è un trattamento estetico molto richiesto; come tale ha ormai assunto una notevole rilevanza sia in ambito domestico sia in quello professionale. Viene definito così qualsiasi trattamento che porta i denti ad apparire più bianchi. Il colore dei denti è una caratteristica estremamente individuale e raramente si hanno dei denti bianchi. La causa è da attribuirsi a caratteristiche genetiche sfavorevoli, al fumo, al passare del tempo e all’assunzione di cibi o bevande particolari, come caffè, liquirizia, tè e coloranti artificiali. Per riportare il colore dei denti al bianco e alla luminosità di un tempo, è possibile scegliere tra diverse tipologie di trattamenti sbiancanti, rapidi e non invasivi. Tale risultato può essere conseguito sottoponendosi a trattamenti professionali o domiciliari, più in generale, i denti possono essere resi più bianchi in due modi: uno meccanico (per sfregamento) e uno chimico (con sostanze decoloranti).

Sbiancamento dentale: e l’igiene?

Fermo restando l’importanza di una detartrasi (ablazione totale del tartaro) periodica, ogni 6-12 mesi, è possibile rivolgersi al proprio dentista anche per sottoporsi ad un trattamento sbiancante. Questa procedura sfrutta l’azione di agenti sbiancanti chimici ad alta concentrazione, potenziati da specifiche lampade che ne favoriscono l’azione in profondità.

Tra i trattamenti domiciliari, uno dei metodi più diffusi è l’uso di dentifrici abrasivi, la cui azione sbiancante si espleta mediante spazzolamento dei denti con paste dentifrice a granulometria differente. Un utilizzo eccessivo o improprio di questi prodotti può logorare lo smalto dentale, con conseguente ingiallimento dei denti; la loro efficacia, inoltre, si limita alla rimozione delle macchie più superficiali.

Sbiancamento dentale: alternative

Ci sono anche i “rimedi della nonna”; i più semplici si basano sullo sfregamento di foglie di salvia fresche, polpa di fragole, o bucce di limone. Anche questi interventi, da molti considerati innocui perché naturali, presentano insidie legate alla loro acidità o al potere abrasivo; per questo motivo è bene ricorrervi soltanto di rado.

Prima di intraprendere qualsivoglia trattamento sbiancante, è opportuno sottoporsi ad una visita dentistica per accertarsi che non sussistano controindicazioni come carie, ipersensibilità o malattie del cavo orale.

Il rispetto di alcune semplici norme può mantenere il colore dei vostri denti inalterato per molti mesi, rendendo necessario un altro sbiancamento dopo un anno o più. Evitate quindi il fumo ed il consumo di cibi e bevande che possono macchiare i denti, un valido compromesso è l’utilizzo di una cannuccia, in modo che il liquido oltrepassi i denti anteriori. Rispettate le buone pratiche d’igiene orale: lavatevi i denti almeno due volte al giorno ed utilizzate il filo interdentale almeno una volta al giorno.

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